Bordoni

SONDRIO
Location: Appartamento

Fotografie di Francesca Pozzi
Testo di Silvia Totaro

Sono all’interno di una scatola, dove le regole si sono trasformate fino a diventare giochi d’illusione. Io sono una spettatrice spaesata. Mi circonda una boiserie in legno dalle sfumature color miele; profondità differenti si alternano tra pieni e vuoti, così come i colori alle trasparenze dei vetri. Mi rifletto negli specchi mentre le porte scorrevoli scompaiono e riappaiono nei muri. Ora mi sento come su un palco, forse la Casa ha deciso di concedermi di dialogare con il linguaggio dell’illusione. Protagonista assoluto è il Rosso, mi ricorda ciò che è reale e mi segue in ogni ambiente giocando con le forme. Lo ritrovo su innumerevoli cassetti, nei dettagli di mensole e cornici, nascosto tra i pomelli dell’appenderia e nelle frange dei tappeti. Al centro del Soggiorno si innalza una colonna che è il perno di un ingente lampadario a due bracci rotanti: la Casa gira, è una giostra di stranezze in un parco giochi di creatività.

Giovanna Bordoni, classe 1965, Sondrio. Impiegata bancaria, sposata e madre di due figli dai caratteri agli antipodi, ha una personalità che dà energia a tutta la famiglia. Rientra a casa dal lavoro e mi abbraccia come se fossi un’amica di sempre: mi porta in cucina e mi offre il tè delle cinque accompagnato da un’infinita serie di battute leggere e divertenti. Il sorriso di Giovanna è semplice ma travolgente, e la sua parlantina incontenibile; ride ancora dopo una lunga giornata di lavoro, e anche io mi dimentico della mia. La sua risata è coinvolgente, così come i suoi racconti.

Il lavoro ti ha aiutato a cambiare, da ragazza introversa sei diventata una donna indipendente…

Ero la tipica ragazza che passa sempre inosservata, quella timida che alle feste rimane in disparte con gli occhi abbassati. Ho perso tante amiche per questo, probabilmente mi reputavano una “pizza”. All’età di 26 anni sono entrata nella compagnia dei miei colleghi dove ho conosciuto il mio attuale marito. Sono stati i mesi più belli della mia vita: avevo un lavoro stabile, ero circondata da belle persone, sentivo di stare rinascendo ed era la cosa di cui avevo bisogno. Proprio in quel periodo, presa dall’euforia, ho deciso di rendermi indipendente annunciando a mia madre che sarei andata a vivere da sola.

Ora lavori in banca e il tuo lavoro è diventato una passione…

Sono entrata in banca a circa 20 anni, e fin da subito sono stata nell’ambito della gestione del personale. Il mio primo impiego fu quello di segretaria: leggevo le domande di assunzione, le organizzavo a seconda dei parametri richiesti dal direttore e poi il capo del personale faceva i colloqui. Ricordo che un tempo le donne venivano assunte in netta minoranza, la disparità dei generi nel mio settore era evidente. Oggi invece sono addetta a paghe e contributi: ho sulle spalle tanta responsabilità e questo da donna mi gratifica molto, anche perché amo il mio lavoro. Personalmente mi ritengo molto fortunata ad essere arrivata qui ora, questo percorso è stato una rivalsa e una vittoria nella vita.

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