Fioreria Cuccagna

MILANO
Location: Fioreria

Fotografie di Ilaria Zennaro
Testo di Silvia Totaro

Dentro alla Cascina Cuccagna potremmo essere ovunque, ad Amsterdam come a Bologna, un’oasi di pace dove si dimentica il caos e il grigiore della grande città. Oltre il grande portone, c’è un’atmosfera che incontra il passato dove si valorizza la semplicità: qui sui tavolini all’aperto, dove il sole colora gli alberi da frutta, c’è chi legge e chi disegna, c’è chi fa merenda a km ZERO e chi si prende cura dell’orto degli aromi.

A favore di uno stile di vita sostenibile, non così distante da Porta Romana, una cascina del ‘700 è stata recuperata e trasformata in un luogo d’incontro ad uso collettivo che promuove l’integrazione sociale e culturale e lo fa attraverso iniziative legate all’alimentazione sana e all’agricoltura urbana. E a far parte di questa grande famiglia c’è anche Irene Cuzzaniti, architetto di giardini e proprietaria de La Fioreria Cuccagna. Dire che è un negozio di fiori è davvero limitante e dire che Irene è la mente imprenditoriale di questo progetto è estraneo al carattere fiabesco e genuino proprio di questa bottega.

Nata a Roma 35 anni fa, sin da piccola amava perdersi in mezzo ai campi e tornare con il bottino di profumi e colori, poi scrivere giornalini con la sua Olivetti e sulla copertina incollare i fiori raccolti. Dopo la laurea in Architettura dei giardini e paesaggistica, comincia a lavorare a contatto con i fiori e ne rimane completamente folgorata. Inizia così, all’età di 25 anni, seminando la sua professione come freelance e coltivando sempre più collaborazioni nel settore del design e della moda.

Legata a Milano da un amore platonico e spinta dalla voglia smisurata di mettere alla prova la sua creatività, Irene si trasferisce nella capitale meneghina e lavora come fiorista fino a quando decide di cogliere al volo l’opportunità di uno spazio libero in Cascina e di trasformarlo nel suo piccolo laboratorio di fiori. La Fioreria è oggi la sua seconda casa e si prende cura dei fiori proprio come farebbe una mamma: non solo vendita ma anche spazio dedicato a workshop per non smettere mai di amare il verde.

Qui tutto è rimasto come allora, quello che era il vecchio focolare ora stracolmo di fiori. Gli infissi in legno, il soffitto alto e con le travi a vista; le pareti in mattone e l’intonaco segnato dal tempo. La luce qui è debole, ci sono una finestrella e l’uscio rimane sempre aperto, poi collane di lucine calde.

L’atmosfera è calda e domestica: davanti al camino c’è un grembiule appeso, color salmone in pandant con i muri. Verrebbe da dire che questo spazio non è stato arredato ma qui protagonista è solo la natura e nient’altro deve rubare il posto in scena. I fiori sono ovunque: per terra nei vasi, dentro al camino e dal soffitto pendono cascate di fiori secchi. Qui le piante sono un arredo impareggiabile come nessun’altra decorazione sa fare e da non sottovalutare è il loro valore salutistico, sono stimolo per la creatività, sinonimo di energia e purificano l’ambiente.

E Irene lo sa bene, accoglie clienti ed amici in un salotto di eleganza e poesia.

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