Melissa Erboristeria

TORINO
Location: Erboristeria

Fotografie di Daniele Mari
Testo di Valeria Maggiora e Silvia Totaro

In centro a Torino, in una via secondaria e poco conosciuta, a 65 passi dalla Mole Antonelliana, proprio come scrivono sui loro chiudipacco all’erboristeria Melissa. All’ingresso della boutique non ci sono insegne; sulla vetrina c’è scritto a mano, a pennarello bianco, Erboristeria. Ma forse questa non è un semplice atelier di aromi, qui siamo a casa di Valeria, dove ci possiamo accomodare in poltrona e goderci la pellicola della sua storia. Sì, ma solo se non si ha fretta.

Valeria Maggiora, classe 80, torinese doc. Madre erborista, fin da piccola passava pomeriggi interni nel suo negozio: faceva i compiti nel retrobottega, la aiutava a riempire i sacchetti di tisane e si nascondeva negli scatoloni pieni di polistirolo; saliva sul soppalco e, da dietro i mazzi di fiori secchi appesi, amava spiare tutte le conversazioni su essenze, creme e sciroppi.

Così Valeria ha imparato ad amare questo mondo associandolo alla sua mamma, al suo prendersi cura non solo delle persone ma anche delle cose, grandi e piccole. Oggi lei è per tutti: è la nonnina che consiglia al bambino le caramelle più gustose o l’amica sincera che ti consiglia come star bene con se stessi. Ama aprire i coperchi e far scegliere il tè preferito come se si scegliesse un profumo.

E perchè …Melissa? Melissa è il nome che voleva darle la mamma quando è nata ma al padre non piaceva e l’aveva presa in giro “già che ci sei chiamala camomilla”.E qualcosa con questo nome doveva nascere…

Qui prima era uno spazio grandissimo e vuoto, con la carta da parati a fiori, i mattoni a vista e, a terra, le cementine degli anni ’50. Ed anche oggi è così, ma stracolmo di ricordi apparentemente disordinati: un baule di oggetti amati e raccolti negli anni che Valeria ha avuto voglia di salvare e lasciare loro protagonisti del suo film.

Come in un film di Wes Anderson, qui si vive a rallenty in un salotto simmetrico di barattoli, scatole e caramelle. I colori eccentrici combinati con quelli pastello, le fantasie e il profumo incombente: un’immagine inconfondibile che Valeria ha saputo cucire su se stessa. Un tuffo negli anni ’50, con le pastiglie Leone nei loro pack di latta e gli arredi fané: qui lo sciupato assume i connotati delicati, una bellezza avvizzita quasi pittoresca che oggi ci piace parecchio. Di sottofondo mancherebbe solo il giradischi che suona e talvolta scoppietta.

Da Melissa il tempo è un cerchio senza fine, le persone entrano per comprare un etto di tisane e finiscono con lo sfogliare l’album delle foto di una gita al lago scattate dal bisnonno nel 1929.

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