Pedrazzi

SONDRIO
Location: Villa

Fotografie di Francesca Pozzi
Testo di Marco Zaccuri

Nel silenzio della Casa percepisco la presenza di un raggio di sole: il ricamo delle tende velate dà il permesso alla luce di illuminare gli arredi, con una delicatezza che non può fare rumore. Sposto le tende e sbircio. Dalle finestre vedo una vista mozzafiato: la Casa è immersa nel verde e in lontananza si scorge un panorama innevato che la abbraccia, quasi volesse portarla sulle montagne. Ritorno agli interni. Rimango affascinata dalla lungimiranza dei proprietari nel cogliere la bellezza senza tempo in tutte le sue manifestazioni: gli affreschi sulle pareti diventano i protagonisti in questo museo di emozioni e storia. Gli arredi riempiono gli spazi combinando forme e colori secondo un equilibrio inaspettato e consapevole, frutto di una proverbiale precisione. Ogni stanza è una scoperta, la testimonianza di un passato indelebile che si racconta attraverso gli oggetti che abitano la Casa.

Anna Pedrazzi, classe 1954, Sondrio. Assieme al marito Marco e al figlio Francesco lavora come segretaria contabile nello studio legale di famiglia; mamma di due figli intraprendenti e padrona di Gillo, un gattone dal portamento regale che vorrebbe mimetizzarsi con gli arredi di casa. Anna si nasconde dietro ad un timido sorriso, mentre mi fa strada in cucina: il caffè e le chiacchere di Carnevale che mi offre mostrano tutta l’accoglienza della casa, semplice ma sincera. Nota che amo quei dolci, e mi invita cortesemente a prenderne ancora. La sua voce pacata vibra armoniosa con il suono delicato del cucchiaino nella tazzina di ceramica: colgo il suo animo gentile e premuroso, e capisco che la timidezza forse serve a custodirlo. Anna lascia correre i ricordi e scopro il suo vero sorriso: mi racconta di una famiglia unita da generazioni che, grazie a lealtà e solidarietà, le ha dato la forza per affrontare ogni momento della sua vita.

Una Casa che racconta ricordi di famiglia. In che modo parla anche di voi?

C’è tanto di nostra nonna in questa casa, ma tanti elementi impercettibili nascondono la nostra firma. Condivido con mio marito la passione per l’antiquariato: ci piace perderci nei mercatini tra mobili antichi, dipinti e suppellettili. E poi adoro il vetro. Rimango perennemente affascinata da come questo materiale possa essere plasmato per dare vita ad oggetti di vario uso. Sono fanatica, ogni volta torno a casa con un piccolo animale di vetro; mi prometto di non farlo più ma è più forte di me, ne abbiamo uno in ogni angolo della casa.

La chiave della vostra famiglia è l’unione, la forza che vi distingue da sempre. Come avete provato a trasmetterla ai figli?

I nostri figli sono sempre stati coinvolti nelle nostre avventure, nei nostri viaggi, fin da piccoli. Ricordo che un tempo non si usava molto prendere l’aereo, siamo partiti da Sondrio con la nostra umile macchina per arrivare fino in Norvegia. Siamo stati un mese lontano da casa: nel baule c’erano pochi vestiti, un tavolino pieghevole e una scorta di spaghetti. La nostra famiglia si riuniva attorno ad un tavolo da campeggio, circondati da panorami naturali mozzafiato. Eravamo lontani, ma l’atmosfera di Casa non ci ha mai abbandonato.

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