Penelope a casa Milano

MILANO
Location: Ristorante

Fotografie di Ilaria Zennaro
Testo di Silvia Totaro

A Milano in via Ripamonti 3 c’è un posto che chiamerai Casa. Laureata in legge, Francesca Caldarelli ha stravolto i suoi piani per dare forma a un progetto sinergico di vita e lavoro che è frutto d’ispirazioni raccolte nel corso degli anni.

Penelope a casa nasce dall’idea di Francesca, imprenditrice e Founder, sebbene ama definirsi ristoratrice 2.0, che in lingua contemporanea si esprime per definire l’approccio inevitabile al mondo “social”. Questo perché la ristorazione ha cambiato i connotati e Penelope ha voluto spontaneamente adeguarsi per comunicare non solo la propria immagine ma soprattutto la sostanza come prima forza. Prima nasce Penelope a mare, ristorante e stabilimento balneare a Pescara, e da un anno Penelope ha aperto anche nella capitale meneghina.

Di origini abruzzesi, Francesca ha condotto per anni assieme al marito uno stile di vita Gipsy: sempre a bordo di un aereo, hanno saputo insieme fare di necessità lavorativa una virtù. Alla ricerca dei posti più belli e dei ristoranti più buoni, non per forza sofisticati, hanno saputo sperimentare e annotare i dettagli più particolari al fine di rielaborare un sogno maturato nel tempo da un patchwork di idee. Così si dice, mai inventare ma metterci del proprio e Penelope vuole esserne d’esempio.

Penelope è Casa: come Penelope aspettava il ritorno a casa di Ulisse dal Mediterraneo, un nome che vuole avere un filone sì italiano ma prima di tutto mediterraneo per un’identità culinaria più globale. Il nome è anche quello della loro Pincher che ne è diventata logo e affezionata mascotte.

E’ Casa perché qui l’Abruzzo è padrone e tradizione: l’olio, il vino e la pasta, prodotti in casa e firmati Penelope. Le ricette sono quelle antiche di nonna ma le radici non sono solo in cucina ma anche nell’immagine: il pavimento è il disegno delle tovaglie tradizionali abruzzesi, non rosse e verdi, ma nero e bianco per un tocco più ricercato. L’artigianalità è abruzzese doc e firma i pezzi d’arredo più importanti, come il bancone e i grandi tavoli. La mise en place è di ceramica e disegnata a mano, l’oggettistica è frutto di ricordi di famiglia e di buon gusto. Libri, candelabri e chandelier di cristallo, siamo in un rifugio familiare dove il tempo si è fermato.

Francesca è appassionata di stile, ma la sua prima supporter è la cugina architetto di professione per un tocco più concreto. In una scatola di specchi, sulle pareti e sul soffitto, pare che lo spazio sia infinito quasi a non percepire dove sia la fine. Specchi che illuminano e arricchiscono,  il cristallo sugli chandelier, il cristallo sul servizio di calici.

Un tripudio di lucine che fanno tanto “millenial” sono il biglietto da visita di un’atmosfera cozy ed elegante. Lucine che scaldano, che accolgono, che fanno la differenza e che vestono il locale a festa. Un posto così accogliente che ci si sente a proprio agio in veste easy-going o con il proprio abito più bello. A cornice, fondamentale è uno staff giovane e numeroso, una grande famiglia che grazie ad unione ed umiltà ha trovato la chiave giusta per fare la differenza.

Sta arrivando il Natale, e qui manca solo il camino a fare un luogo incantato. Tra i barattoli di spezie, la cannella e l’anice stellato. La musica jazz è di sottofondo, potremmo essere a Parigi. Per iniziare, ci è offerto un calice di prosecco e una nuvola di zucchero filato ed ora siamo pronti per brindare.

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