Risoelatte

MILANO
Location: Ristorante

Fotografie di Michela Locci
Testo di Silvia Totaro

In via Camperio, una delle vie secondarie che abbracciano piazza Affari, c’è un ristorante che decanta l’Italia a casa negli anni ‘60.

Siamo da Risoelatte, dove nel 2014 prende vita il progetto che ha dato forma ad un periodo storico rimasto in auge e nell’immaginario comune grazie a film, musica e design. L’Italia degli Equipe 84 e di Battisti, de La dolce Vita e Colazione da Tiffany. L’Italia revival dei tavoli in formica, dei pavimenti in graniglia e le piastrelle a fiori. L’Italia dello stereotipo pop di frigoriferi colorati e barattoli di latta.

Dall’idea della Sig.ra Maurizia insieme al Sig.Ettore, quella di voler mettere in scena la loro infanzia trascorsa proprio in quegli anni; pare di essere sul set di un film, invece qui i due soci hanno voluto ricreare nei minimi dettagli quello che era l’ambiente domestico di una volta. Con la fortuna di aver trovato uno spazio suddiviso su più livelli, Risoelatte è un condominio di piccoli appartamenti con un comun denominatore temporale: i Sixites.

E’ nato tutto come un gioco, uno scambio di ricordi e un paio di sorrisi. Il connubio di due personalità coraggiose e sensibili che hanno voluto mollare le loro professioni per intraprendere una nuova sfida con un legame affettivo e il sapore di dolci ricordi. Maurizia, insospettabile ex tatuatrice, che oggi si cela dietro al grembiule della nonna, ed Ettore, ex consulente finanziario, da 5 anni sono soci e i portavoce di quelli che sono stati gli anni in cui da piccoli mangiavano il Riso e latte.

Reperiti i mobili dei famigliari, la camicia da notte di mamma e i disegni del papà di Maurizia, ora Risoelatte è un luogo di ricco di significato ed emozioni.

Si entra dalla porta e c’è il piccolo ingresso…viene davvero la voglia di pulirsi le scarpe allo zerbino e riporre il cappotto sull’appendiabiti, ci si sente a casa. Subito all’occhio le pareti color menta, un colore ardito in perfetto stile anni’60, scelta azzeccata per un’impronta retrò unica e riconoscibile; ma il vero tocco da maestri è la fascia di carta da parati a fantasia floreale che corre sul perimetro del locale a mezza altezza. Più avanti la credenza in formica che contiene i piatti e bicchieri per la mise en place, il frigorifero Zoppas per le brocche d’acqua da portare ai tavoli; poco distante il cucinotto dove Maurizia mette su la moka per i caffè.

Si sale al primo livello e fare da separè ai due locali è una veneziana dello stesso colore delle pareti che crea un gioco leggero di “vedo e non vedo”, di fessure di luci e colore, che è la giusta privacy nel momento dello stare a tavola. Gli ambienti sono ristretti ma accoglienti, a rispetto delle cucine di una volta: pochi tavoli in formica, i cuscini sulle sedie, la tv sul frigorifero e i piccoli elettrodomestici sopra il termosifone; nulla è casuale, tutto è al posto giusto…proprio come ai tempi.

Tessuti a quadretti, colori accesi, superfici laccate e dettagli cromati: pezzi unici che sono la sintesi della spensieratezza pop con la funzionalità del design industriale. Si sale al secondo livello, e sul parapetto del salotto, è steso il bucato dell’intimo. E’ l’ora della cena e il risotto viene versato nel piatto direttamente dalla tipica casseruola. Risoelatte è semplice e genuino. Il caffè borbotta nella moka e al jukebox risuona Bandiera gialla.

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